
Le future spose hanno spesso dubbi molto simili tra loro sul servizio fotografico di matrimonio.
Conoscerli in anticipo è utilissimo anche per comunicare meglio!
1. “Non siamo fotogenici, e se veniamo male?”
È probabilmente il dubbio numero uno.
Le spose temono pose rigide, sorrisi forzati e di non riconoscersi nelle foto. Cercano qualcuno che le faccia sentire a loro agio e che sappia cogliere momenti autentici.
RISPOSTA:
Non serve essere fotogenici per essere veri. Il mio lavoro non è farvi apparire diversi da ciò che siete, ma riconoscervi nelle immagini. Vi accompagno con delicatezza finché vi sentite a vostro agio, poi lascio spazio a quello che accade davvero.
2. “Come funziona la giornata? Saremo sempre seguiti?”
Molte non hanno idea di:
- quando inizia il servizio
- quanto dura
- se il fotografo sarà sempre presente o solo in alcuni momenti
Temono di essere “abbandonate” o, al contrario, seguite in modo invadente.
RISPOSTA:
Ci sarò, ma senza invadere. In alcuni momenti vi guiderò con discrezione, in altri mi farò silenziosa. Il mio obiettivo è che possiate vivere il vostro matrimonio senza pensare alle fotografie.
3. “Faremo tante foto in posa?”
C’è spesso paura di:
- perdere tempo con gli invitati
- allontanarsi troppo dalla festa
- vivere il matrimonio come un set fotografico
Chi ama lo stile reportage vuole rassicurazioni su spontaneità e naturalezza.
RISPOSTA:
No. Credo poco nelle pose e molto nei gesti spontanei. Dedicheremo solo un breve momento a voi due, senza forzature, come una pausa per respirare insieme, non come una sessione fotografica.
4. “E se piove / siamo in ritardo / qualcosa va storto?”
Le spose cercano sicurezza. Vogliono sapere se il fotografo:
- sa adattarsi agli imprevisti
- ha un piano B
- riesce comunque a raccontare bene la giornata
RISPOSTA:
Spesso è proprio lì che nascono le immagini più vere. Un imprevisto, una pioggia improvvisa, un momento fuori programma fanno parte della vostra storia. Io sono lì per accoglierli e raccontarli.
5. “Che stile avrà il risultato finale?”
Molte fanno fatica a distinguere tra:
- reportage
- artistico
- posato
- tradizionale
Hanno paura di ricevere foto “belle ma non nostre” o troppo lontane dalla loro sensibilità.
RISPOSTA:
Le immagini avranno un linguaggio coerente, intimo e senza tempo. Non seguo le mode, ma le persone. Voglio che, riguardandole, sentiate che parlano di voi, non di un matrimonio qualunque.
6. “Quante foto riceveremo? E quando?”
Dubbi molto pratici:
- numero di immagini
- tempi di consegna
- se saranno tutte post-prodotte
L’attesa è spesso fonte di ansia.
RISPOSTA:
Riceverete una selezione curata con attenzione, tutte le immagini vengono lavorate una ad una. Preferisco consegnarvi un racconto essenziale ma profondo, piuttosto che una quantità senza anima. I tempi di consegna sono di circa 4 settimane.
7. “Possiamo chiedere foto con persone specifiche?”
Temono di:
- dimenticare qualcuno di importante
- non avere foto con parenti o amici cari
Vogliono sentirsi ascoltate senza dover controllare tutto.
RISPOSTA:
Assolutamente sì. Prima del matrimonio mi racconterete chi è davvero importante per voi. Terrò a mente queste presenze durante la giornata, in modo naturale, senza interrompere il flusso delle emozioni.
8. “Il fotografo saprà cogliere le emozioni vere?”
Soprattutto per chi cerca un racconto di realtà, il dubbio è
“Riuscirà a raccontare noi, la nostra storia, e non un matrimonio qualunque?”
RISPOSTA:
Guardando e aspettando. Le emozioni non si costruiscono, si riconoscono. Lavoro con rispetto dei tempi e delle persone, lasciando che le cose accadano.
9. “Vale davvero questo investimento?”
Non sempre lo dicono apertamente, ma è una domanda centrale.
Il valore emotivo delle foto, la durata nel tempo e l’esperienza del fotografo sono spesso poco tangibili all’inizio.
RISPOSTA:
Perché quello che vi consegno non è solo un insieme di immagini, ma una memoria. Un racconto sincero di ciò che siete stati, di ciò che avete sentito, di ciò che vi unisce.







